Sogna ma non dormire !

L’angolo delle poesie d’autore.

2 Novembre

In verità non esiste l’addio.

Se si riferisce a persone che furono una cosa sola,

è una parola senza senso

poichè nel mondo reale dello spirito vi sono solo incontri,

mai delle separazioni

e perchè il ricordo dell’essere amato

cresce nell’anima con la distanza

come l’eco tra le montagne, al crepuscolo.

K. Gibran

 

 

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La Madre

E il cuore quando d’un ultimo battito

avrà fatto cadere il muro d’ombra

per condurmi, Madre, sino al Signore,

come una volta mi darai la mano.

In ginocchio, decisa,

Sarai una statua davanti all’eterno,

come già ti vedeva

quando eri ancora in vita.

Alzerai tremante le vecchie braccia,

come quando spirasti

dicendo: Mio Dio, eccomi.

E solo quando m’avrà perdonato,

ti verrà desiderio di guardarmi.

Ricorderai d’avermi atteso tanto,

e avrai negli occhi un rapido sospiro.

Giuseppe Ungaretti

 

 

Auguri Mamma 


Ho preso un Sorso di Vita

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Ho preso un Sorso di Vita

Vi dirò quanto l’ho pagato

Precisamente un’esistenza

Il prezzo di mercato, dicono.

M’hanno pesata, Granello per Granello

Bilanciata Fibra con Fibra,

Poi m’han dato il valore del mio Essere

Un solo Grammo di Cielo!

Emily Dickinson

 

 


Quasi anonima….

Quasi anonima sorridi

e il sole indora i tuoi capelli.

Perché per essere felici

È necessario non saperlo?

Fernando Pessoa

 

 


Il vero amore

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Il vero amore è come una finestra

illuminata in una notte buia.

 Il vero amore è una quiete accesa

Giuseppe Ungaretti

 

 

   


San Martino del Carso

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Di queste case

Non è rimasto

Che qualche

Brandello di muro

Di tanti

Che mi corrispondevano

Non è rimasto

Neppure tanto

Ma nel cuore

Nessuna croce manca

E’ il mio cuore

Il paese più straziato.

 

Giuseppe Ungaretti

 


Ripenso il tuo sorriso

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Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un’acqua limpida

scorta per avventura tra le petraie d’un greto,

esiguo specchio in cui guardi un’ellera i suoi corimbi;

e su tutto l’abbraccio di un bianco cielo quieto.

Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,

se dal tuo volto s’esprime libera un’anima ingenua,

o vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua

e recano il loro soffrire con sé come un talismano.

Ma questo posso dirti, che la tua pensata effigie

sommerge i crucci estrosi in un’ondata di calma,

e che il tuo aspetto si insinua nella mia memoria grigia

schietto come la cima di una giovinetta palma…

Eugenio Montale

 

 

 


La Speranza….

la-speranza

La speranza è quella cosa piumata

che si posa sull’anima

canta melodie senza parole

e non smette mai.

Emily Dickinson


La “Speranza”

speranza

La “Speranza” è quella cosa piumata

che si viene a posare sull’anima

Canta melodie senza parole

e non smette mai

 

E la senti  dolcissima  nel vento

E dura deve essere la tempesta

capace di intimidire il piccolo uccello

che ha dato calore a tanti

 

Io l’ho sentito nel paese più gelido

e sui mari più alieni

Eppure mai, nemmeno allo stremo,

ho chiesto una briciola  di me.

Emily-Dickinson

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Dove la luce.

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Come allodola ondosa

Nel vento lieto sui giovani prati,

Le braccia ti sanno leggera, vieni.

Ci scorderemo di quaggiù,

E del mare e del cielo,

E del mio sangue rapido alla guerra,

Di passi d’ombre memori

Entro rossori di mattine nuove.

Dove non muove foglia più la luce,

Sogni e crucci passati ad altre rive,

Dov’è posata sera,

Vieni ti porterò

Alle colline d’oro.

L’ora costante, liberi d’età,

Nel suo perduto nimbo

Sarà nostro lenzuolo

 

UNGARETTI

 

 


Tristezza ….Buona Domenica Amici.

tristezza

 

Interrogo la tristezza e scopro

che non ha il dono della parola;

eppure, se potesse,

sono convinto che pronuncerebbe

una parola più dolce della gioia.

 

Kahlil Gibran

 


“Ho sceso, dandoti il braccio,

ho-sceso

“Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale

e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.

Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.

Il mio dura tuttora, né più mi occorrono

le coincidenze, le prenotazioni,

le trappole, gli scorni di chi crede

che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio

non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.

Con te le ho scese perché sapevo che di noi due

le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,

erano le tue. ”

Eugenio Montale

 


Giorno per giorno… 1940-1946

giorno-per-giorno-1940-1946

Mai, non saprete mai come m’illumina

 L’ombra che mi si pone a lato, timida,

 Quando non spero più…

In cielo cerco il tuo felice volto,

 Ed i miei occhi in me null’altro vedano

 Quando anch’essi vorrà chiudere Iddio…

E t’amo, t’amo, ed è continuo schianto

 

Giuseppe Ungaretti

 

 


Due

due

Quando saremo due saremo veglia e sonno

affonderemo nella stessa polpa

come il dente di latte e il suo secondo,

saremo due come sono le acque, le dolci e le salate,

come i cieli, del giorno e della notte,

due come sono i piedi, gli occhi, i reni,

come i tempi del battito

i colpi del respiro.

Quando saremo due non avremo metà

saremo un due che non si può dividere con niente.

Quando saremo due, nessuno sarà uno,

uno sarà l’uguale di nessuno

e l’unità consisterà nel due.

Quando saremo due

cambierà nome pure l’universo

diventerà diverso.

Erri de Luca

 

 


Vola da me

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Amore,

 vola da me

 con l’aeroplano di carta

 della mia fantasia,

 con l’ingegno del tuo sentimento.

 Vedrai fiorire terre piene di magia

 e io sarò la chioma d’albero più alta

 per darti frescura e riparo.

 Fa’ delle due braccia

 due ali d’angelo

 e porta anche a me un po’ di pace

 e il giocattolo del sogno.

 Ma prima di dirmi qualcosa

 guarda il genio in fiore

 del mio cuore.

 

Alda Merini


Hai un sangue, un respiro

hai-un-sangue-un-respiro

Hai un sangue, un respiro.

 Sei fatta di carne

 di capelli di sguardi

 anche tu. Terra e piante,

 cielo di marzo, luce,

 vibrano e ti somigliano ‒

 il tuo riso e il tuo passo

 come acque che sussultano ‒

 la tua ruga fra gli occhi

 come nubi raccolte ‒

 il tuo tenero corpo

 una zolla nel sole.

 

 Hai un sangue, un respiro.

 Vivi su questa terra.

 Ne conosci i sapori

 le stagioni i risvegli,

 hai giocato nel sole,

 hai parlato con noi.

 Acqua chiara, virgulto

 primaverile, terra,

 germogliante silenzio,

 tu hai giocato bambina

 sotto un cielo diverso,

 ne hai negli occhi il silenzio,

 una nube, che sgorga

 come polla dal fondo.

 Ora ridi e sussulti

 sopra questo silenzio.

 

 Dolce frutto che vivi

 sotto il cielo chiaro,

 che respiri e vivi

 questa nostra stagione,

 nel tuo chiuso silenzio

 è la tua forza. Come

 erba viva nell’aria

 rabbrividisci e ridi,

 ma tu, tu sei terra.

 Sei radice feroce.

 Sei la terra che aspetta.

 

 Cesare Pavese

 

 

 


Ora che sale il giorno

ora che sale il giorno

Ora che sale il giorno

Finita è la notte e la luna

si scioglie lenta nel sereno,

tramonta nei canali.

 

È così vivo settembre in questa terra

di pianura, i prati sono verdi

come nelle valli del sud a primavera.

Ho lasciato i compagni,

ho nascosto il cuore dentro le vecchi mura,

per restare solo a ricordarti.

 

Come sei più lontana della luna,

ora che sale il giorno

e sulle pietre bette il piede dei cavalli

 

Salvatore Quasimodo

 

 

 


Nostalgia

nostalgia

Durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me

 non dico che fosse come la mia ombra

 mi stava accanto anche nel buio

 non dico che fosse come le mie mani e i miei piedi

 quando si dorme si perdono le mani e i piedi

 io non perdevo la nostalgia nemmeno durante

 il sonno durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me

 non dico che fosse fame o sete o desiderio

 del fresco nell’afa o del caldo nel gelo

 era qualcosa che non può giungere a sazietà

 non era gioia o tristezza non era legata

 alle città alle nuvole alle canzoni ai ricordi

 era in me e fuori di me.

 

durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me

 e del viaggio non mi resta nulla se non quella nostalgia.

 

Nazim  Hikmet  

 


. Giochi ogni giorno

Giochi ogni giorno

 

Giochi ogni giorno con la luce dell’universo.

Sottile visitatrice, giungi nel fiore e nell’acqua.

Sei più di questa bianca testina che stringo

come un grappolo tra le mie mani ogni giorno.

A nessuno rassomigli da che ti amo.

Lasciami stenderti tra ghirlande gialle.

Chi scrive il tuo nome a lettere di fumo tra le stelle del sud?

Ah lascia che ti ricordi come eri allora, quando ancora non esistevi.

Improvvisamente il vento ulula e sbatte la mia finestra chiusa.

Il cielo è una rete colma di pesci cupi.

Qui vengono a finire tutti i venti, tutti.

La pioggia si denuda.

Passano fuggendo gli uccelli.

Il vento. Il vento.

lo posso lottare solamente contro la forza degli uomini.

Il temporale solleva in turbine foglie oscure

e scioglie tutte le barche che iersera s’ancorarono al cielo.

Tu sei qui. Ah tu non fuggi.

Tu mi risponderai fino all’ultimo grido.

Raggomitolati al mio fianco come se avessi paura.

Tuttavia qualche volta corse un’ombra strana nei tuoi occhi.

Ora, anche ora, piccola, mi rechi caprifogli,

ed hai anche i seni profumati.

Mentre il vento triste galoppa uccidendo farfalle

io ti amo, e la mia gioia morde la tua bocca di susina.

Quanto ti sarà costato abituarti a me,

alla mia anima sola e selvaggia, al mio nome che tutti allontanano.

Abbiamo visto ardere tante volte l’astro baciandoci

gli occhi

e sulle nostre, teste ergersi i crepuscoli in ventagli giranti.

Le mie parole piovvero su di te accarezzandoti.

Ho amato da tempo il tuo corpo di madreperla soleggiata.

Ti credo persino padrona dell’universo.

Ti porterò dalle montagne fiori allegri, copihues,

nocciole oscure, e ceste silvestri di baci.

Voglio fare con te

ciò che la primavera fa con i ciliegi

 Pablo Neruda

 


La semplicità.

Semplicita

 

La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri.

E noi abbiamo tanta difficoltà ad essere veri con gli altri.

Abbiamo timore di essere fraintesi, di apparire fragili,

di finire alla mercè di chi ci sta di fronte.

Non ci esponiamo mai.

Perché ci manca la forza di essere uomini,

quella che ci fa accettare i nostri limiti,

che ce li fa comprendere, dandogli senso e trasformandoli in energia,

in forza appunto.

 

Io amo la semplicità che si accompagna con l’umiltà.

Mi piacciono i barboni.

Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle,

sentire gli odori delle cose,

catturarne l’anima.

Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo.

Perché lì c’è verità, lì c’è dolcezza, lì c’è sensibilità, lì c’è ancora amore.

 

Alda Merini

 

 

 


Sotto l’azzurro fitto

sotto l'azzurro

  

“Sotto l’azzurro fitto

del cielo qualche uccello di mare se ne va;

né sosta mai: perché tutte le immagini portano scritto:

«più in là»”

 

Eugenio Montale

 

 


Messaggio di tenerezza

messaggio di tenerezza

Ho sognato che camminavo in riva al mare con il Signore

 e rivedevo sullo schermo del cielo tutti i giorni della mia vita passata.

 E per ogni giorno trascorso apparivano sulla sabbia due orme:

 le mie e quelle del Signore.

 Ma in alcuni tratti ho visto una sola orma,

 erano i giorni più difficili e tristi della mia vita.

 Allora ho detto: “Signore…io ho scelto di vivere con te

 e tu mi avevi promesso che saresti stato sempre con me, al mio fianco

 Perché mi hai lasciato solo proprio nei momenti più difficili?…”

E Lui mi ha risposto:

“….Figlio, tu lo sai che io ti amo e non ti ho abbandonato mai:

 i giorni nei quali c’è soltanto un’orma sulla sabbia sono proprio quelli

 in cui ti ho portato in braccio…”

 

Anonimo Brasiliano

 

 

 


Verrà un giorno ( Per avere ancora un filo di Speranza )

verra un giorno ....

Verrà un giorno

 

Verrà un giorno più puro degli altri:

scoppierà la pace sulla terra

come un sole di cristallo.

Una luce nuova

avvolgerà le cose.

Gli uomini canteranno per le strade

ormai liberi dalla morte menzognera.

Il frumento crescerà sui resti

delle armi distrutte

e nessuno verserà

il sangue del fratello.

Il mondo allora apparterrà alle fonti

e alle spighe che imporranno il loro impero

di abbondanza e freschezza senza frontiere.

 

J.C.Andrade

 


Spogliati

Spogliati

opera di Fang Ling Lee

 

 Spogliati tutta,

 mostrami serena

 le rughe

 le piaghe,

 non temere

 sono come te

 ferito

 spaventato dalla vita.

 Strappa con rabbia

 i veli orientali adornanti

 quelle maschere di ghiaccio

 che occultano lividi,

 mostrati fiera

 nei tuoi lineamenti.

 Quando sarai spoglia,

 come un albero d’autunno

 e solo quando sarai nuda

 indifesa come un neonato,

 ti mostrerò le mie ricchezze

 custodite in un forziere

 di vetro sottile.

 Ti donerò sincero

 la mia fragilità

 le mie insicurezze

 le paure ancestrali

 le impurità nascoste,

 ti porgerò poi,

 in un vassoio

 di rose bianche,

 la verginità della mia anima

 

 Ernesto Guevara

 


Dicono di lei

dicono di lei

Opera di Annik Bouvattier

 

Che sia bella.

 E la dicono felice.

 Forse, la vedono felice.

 Dicono di lei.

 Che sia quiete.

 Ma lei è tempesta.

 È rivoluzione lei.

 E non è bella per quanto dicono.

 Lei, è più bella di quello.

 Bella in segreto.

 Bella per chi vuole lei.

 Profonda per chi sa cercare.

 Nuda, per chi sa amare.

 

 Angelo De Pascalis

 

 


Le stagioni

le stagioni

Opera di Gary Benfield

 

Il mio sogno non sorge mai dal grembo

Delle stagioni, ma nell’intemporaneo

Che vive dove muoiono le ragioni

e Dio sa s’era tempo; o s’era inutile.

 

 

Eugenio Montale

 


Felicità

FELICITA

La giovanezza cupida di pesi

 porge spontanea al carico le spalle.

 Non regge. Piange di malinconia.

 Vagabondaggio, evasione, poesia,

 cari prodigi sul tardi!

 Sul tardi l’aria si affina

 ed i passi si fanno leggeri.

 Oggi è il meglio di ieri,

 se non è ancora la felicità.

 Assumeremo un giorno la bontà

 del suo volto, vedremo alcuno sciogliere

 come un fumo il suo inutile dolore.

 

Umberto Saba

 


Ascoltate! …. Buona Domenica

ascoltate

Ascoltate!

 Se accendono le stelle,

 vuol dire che qualcuno ne ha bisogno?

 Vuol dire che è indispensabile

 che ogni sera

 al di sopra dei tetti

 risplenda almeno una stella?

 

Vladimir Majakovskij

 


Da quella stella all’altra … Giuseppe Ungaretti

da quella stella all'altra

Da quella stella all’altra

si carcera la notte

in turbinante vuota dismisura,

da quella solitudine di stella

a quella solitudine di stella.

 

Giuseppe Ungaretti

 

 


Sei comparsa… (Giuseppe Ungaretti )

sei comparsa

 

Sei comparsa al portone

 in un vestito rosso

 per dirmi che sei fuoco

 che consuma e riaccende.

 

Una spina mi ha punto

 delle tue rose rosse

 perché succhiassi al dito,

 come già tuo, il mio sangue.

 

Percorremmo la strada

 che lacera il rigoglio

 della selvaggia altura,

 ma già da molto tempo

 sapevo che soffrendo con temeraria fede,

 l’età per vincere non conta.

 

Era di lunedì,

 per stringerci le mani

 

E parlare felici

 non si trovò rifugio

 che in un giardino triste

 della città convulsa.

 

Giuseppe Ungaretti