IL SENSO DELLA VITA … DARE UN SENSO ALLA VITA

Donne

Cercare l’amore nel posto sbagliato.

Amori sbagliati, uno dopo l’altro.

Eccessi sessuali.

Palestra frequentata ossessivamente.

Cocktail alcolici a ripetizione.

Voglia di troppo cibo, troppe sigarette.

Ricerca di droghe

Fame di esperienze nuove, cercate con ossessione: un viaggio dopo l’altro, un ballo dopo l’altro, una novità dopo l’altra.

Certe volte le donne sentono una fame vorace che si agita dentro: le esperienze non bastano mai, le novità non sono mai sufficienti, gli eccessi non sono “l’una tantum” ma la norma.

Le donne con questo tipo di fame spesso sono quelle che sono state imprigionate a lungo: in un matrimonio che non dava loro più niente, nei troppi sacrifici per gli altri, da una famiglia repressiva, da studi che non amavano, da una madre soffocante, da un padre impositivo, da un partner asfissiante. Oppure sono le donne che hanno imprigionato se stesse da sole, insieme alla loro creatività.

Una volta liberate, queste donne cercano voracemente le esperienze a cui hanno rinunciato prima. Scoppiano come petardi, in cerca di un fuoco che le ravvivi: viaggiano compulsivamente, fanno sesso compulsivamente, bevono compulsivamente, dipingono compulsivamente, si buttano nelle esperienze più strane compulsivamente.

E’ la fame bramosa della loro anima, una ricerca affannosa dell’essenza di se stesse… però nei luoghi sbagliati… lontano dal proprio centro interiore.

È un’ingordigia che scotta: i petardi non riscaldano, fanno uno sparo e un frastuono e poi più niente. Ci vuole il fuoco vero, ci vuole legna da ardere, non esplosioni pirotecniche.

Come fare allora?

Rallentare… provare per un po’ a mangiare meno -meno esperienze, meno cibo emotivo, meno alcol, meno di tutto- e ascoltare di cosa sia ha veramente fame… allora come per magia l’anima arriva. Spesso lo fa in punta di piedi, non in modo eclatante. Ci vuole un po’ di attenzione per sentire i suoi passi, il suo alito dolce, il suo fruscio… ma in quella “sospensione rigenerante” possiamo sentirla: è un digiuno momentaneo, che riattiva olfatto, odorato, gusto, sensi…

Succede così quando si digiuna: tutto diventa più acuto, più intenso.

E allora che scopriamo il cibo vero, quello che ci nutre… è allora che possiamo ritornare nel flusso della vera esperienza, senza una bulimia ossessiva, ma con un appetito sano… che sappiamo come appagare… con la guida della nostra anima.

Simona Oberhammer

 

 

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La femmina donna?

Ha cura del suo corpo, ma non lo venera. Come ha cura del suo mondo interiore, senza ridursi ad esso.

Indossa il rossetto e i tacchi  anche quando vorrebbe starsene dentro un pigiama enorme, due taglie più grandi della sua, perché porta dentro un dolore tanto grande che ha bisogno di stare comoda in quelle due taglie in più.

Se è mamma, adora la puzza di cipolla sulle mani, perché quella puzza le ricorda che ha generato. Poi, però, quelle mani le cura, ne lacca le unghia perché non dimentica che il suo mondo è anche lontano dai suoi figli.

È indipendente, eppure sa quanto è bello dipendere (da indipendente) da persone che ama e la amano.

È forte delle sue fragilità. Sa piangere, ma spesso le lacrime le ingoia in un sorriso.

Mette la gonna e ama metterla, quanto ama mettere addosso la maglietta che porta l’odore dell’uomo che ama. Se quest’uomo c’è. Se c’è, sa venerarlo mantenendo la sua identità. Se non c’è, non fa di questa mancanza una mutilazione.

Balla, la femmina-donna, a tutti i ritmi che la vita impone. Ma dentro balla un solo ritmo: il suo.

Se ha casa, la pulisce e tiene in ordine, perché il suo mondo rispecchi la luce di cui è portatrice. Ma quando c’è altro da tenere in ordine, lascia di spolverare e va.

Si carica di responsabilità. Affronta a muso duro le prove. Ma non se ne lascia abrutire.

Ama il reale. Eppure sogna. Lasciando sempre la finestra del suo cuore con uno spiraglio aperto, di modo che attraverso quello spiraglio possa entrare sempre aria pulita e uscire quella viziata. Viziata dalle ferite, dalle paure, dalle parole scagliate come pietre e dalle delusioni.

Si illude e disillude, senza che le disillusioni le facciano rinunciare a illudersi di nuovo. Ma i piedi, col tacco  e le unghia laccate, li tiene sempre saldamente ancorati a terra.

È intera anche quando è spezzata, perché sa che non si piegherà a novanta gradi se non quando lo avrà deciso lei.

Semplice, no? Come lo è una femmina-donna. Questa è.

Fonte web


Sbagliare Non è Sbagliato

Molto spesso si pensa che sbagliare non vada bene. Quando sbagliamo pensiamo che sbaglia chi fallisce, sbaglia chi non è capace, sbaglia chi non riesce.

Ma non è così.

Sbagliare fa parte della nostra vita, anzi è la colonna vertebrale della nostra vita. Quando sbagliamo impariamo, quando sbagliamo diamo una struttura al nostro agire così come le ossa danno una struttura nostro corpo.

Sono proprio gli sbagli che ci fanno diventare saggi, che rendono il nostro agire profondo. Gli sbagli ci fanno scendere sotto la superficie, ci fanno cogliere l’essenza del nostro agire, sono un nutrimento del nostro terreno psichico.

Sbagliare non è sbagliato: sbagliato è perseverare negli sbagli senza trasformarli in un percorso di vita, senza concepire gli sbagli come un arricchimento.

Ma se escludiamo gli sbagli della nostra vita è come se volessimo escludere il sangue dal nostro corpo. Le nostre esperienze e i nostri risultati diventano pallidi, asettici, sterili.

È lo sbaglio, insieme alla nostra capacità di reagire, che da passione alla nostra vita, che fa emergere la nostra grinta, la nostra determinazione, la nostra voglia di vivere e ci rende anche persone più umane, in grado di comprendere gli altri e le loro difficoltà.

Sbagliare non è sbagliato. Sbagliato e non cogliere la saggezza dei nostri errori…

Simona Oberhammer

 

 


Buon 8 Marzo.

 

Sarà una scoperta meravigliosa, il giorno che vi renderete conto di essere uniche  al mondo.

Leo Buscaglia

 


Le donne sono come la luna…

DONNA

 

Le donne sono come la luna: con due volti. Uno chiaro e uno scuro.

 

Siamo nel volto chiaro quando il nostro viso si illumina di un sorriso, quando le nostre emozioni entrano nel flusso d’amore, quando diamo noi stesse e ci nutriamo di quello, quando siamo preoccupate di chi soffre, quando siamo espansive, quando amiamo senza riserve…

 

Siamo nel volto scuro quando entriamo dentro noi stesse per scoprire il mondo interiore, quando andiamo alla ricerca delle nostre potenzialità per farle emergere, quando non diciamo solo “si” a tutti e pensiamo anche a noi stesse, quando usciamo dagli schemi e cerchiamo la nostra unicità, quando sappiamo che dentro di noi c’è la nostra verità e non abbiamo paura di ascoltarla….

 

Le donne devono imparare a far parlare i due volti. Uno non basta. E’ nella luce chiara e scura della luna che si manifesta il femminile completo…

 

Simona Oberhammer – La Via Femminile

 


Le donne….

LeDONNE

 

Le donne devono sempre

 ricordarsi chi sono, e di

 cosa sono capaci.

 Non devono temere di

 attraversare gli sterminati

 campi dell’irrazionalità,

 e neanche di rimanere

 sospese sulle stelle,

 di notte, appoggiate al

 balcone del cielo.

 Non devono aver paura

 del buio che inabissa le cose, perché quel buio libera una moltitudine di tesori.

 Quel buio che loro, libere, scarmigliate e fiere,

 conoscono come nessun

 uomo saprà mai.

 

Virginia Woolf

 

 


Ognuno a suo modo affronta la vita

donne

Una donna forte si impegna ogni giorno per mantenere il suo corpo in forma.

 Ma una donna coraggiosa costruisce relazioni per mantenere la sua anima in forma.

 Una donna forte non ha paura di niente.

 Ma una donna coraggiosa dimostra coraggio in mezzo alla paura.

 Una donna forte, non permette a nessuno di avere la meglio su di lei.

 Ma una donna coraggiosa dà il meglio di sé a tutti.

 Una donna forte fa errori ed evita di ripeterli in futuro.

 Una donna coraggiosa capisce che gli errori della vita possono anche essere benedizioni inaspettate, e capitalizza su di essi.

 Una donna forte indossa uno sguardo di fiducia sul viso.

 Ma una donna coraggiosa indossa grazia.

 Una donna forte ha fede di essere abbastanza forte per il viaggio.

 Ma una donna coraggiosa ha fede che è nel viaggio che diventerà forte.

 

 Anonimo –


Lo zerbinaggio affettivo

zerbinaggio d'amore

 Ci sono donne che si annientano per un uomo. Buttano se stesse, la loro felicità e i loro desideri da una finestra, poi si girano verso l’amato e con il sorriso stampato sul volto gli dicono: «Eccomi amore, sono qui, fai ciò che vuoi». È lo zerbinaggio affettivo, una situazione che non coinvolge solo le donne più deboli, fragili. No, le donne che elemosinano amore dagli uomini tante volte sono professioniste di successo, donne intelligenti, capaci. Che però con il partner cambiano ruolo: si adattano ad essere considerate meno di niente. Si trasformano in degli accessori, si travestono da “zerbini” e si fanno calpestare in nome dell’amore. La dipendenza affettiva è una delle prime cause di infelicità femminile: una infelicità che tante volte le donne non vogliono abbandonare. Anche quelle più libere e indipendenti. Ma l’attaccamento eccessivo non è il “grande amore”. E’ solo una triste rinuncia a se stesse. E’ fame mai placata di qualcosa che manca: l’incontro con la propria anima. I vuoti interiori però non saranno mai colmati dagli amori che lasciano la carne a brandelli, che tolgono il respiro e graffiano i sentimenti. Perché solo l’incontro con l’anima, con la propria forza interiore, fa nascere se stesse come donne capaci di dare ma anche di chiedere rispetto, attenzione. L’incontro con l’anima trasforma la dipendenza d’amore in forza d’amare…

 

 Simona Oberhammer


ci sono donne

donne

 

Ci sono donne che non hanno voglia di seguire la corrente. Vogliono andare da un’altra parte. Vogliono andare dove la loro anima le porta.

 Sono le donne che vanno controcorrente, sono le donne che hanno deciso di seguire la strada del cuore e della passione.

 Queste donne dipingono il corpo con i toni della loro creatività, disegnano la mente con i colori della loro fantasia, sfiorano l’anima con il profumo della loro essenza.

 Sono le donne che viaggiano con le vele dei loro sogni, navigano con la bussola dei loro ideali, scivolano sulle onde della loro interiorità.

 Non tutti comprendono questo loro andare controcorrente, ma non importa, loro ci vanno lo stesso perché è proprio quella direzione che da un senso alla loro vita e fa parlare la loro anima.

 

S Oberhammer

 

 


LIBERARE IL DOLORE…

 

liberare il dolore

 

 Quando il dolore arriva, ci sono donne che lo inghiottono a sorsate amare. Altre invece lo sputano in faccia a chi glielo procura.

 Tutte però raccolgono i brandelli di se stesse.

 Come fare allora? Come gestire quel dolore che tante volte ci fa sentire così fragili e sopraffatte? Quali sono gli strumenti per interpretarlo e curarlo?

 Il dolore va prima di tutto liberato.

 Non però con una mitragliata sparata a caso, ma facendolo defluire. Una donna non può essere veramente libera, se non lascia libero il suo dolore passato, una volta per tutte. E non può essere veramente forte se non affronta con coraggio il suo dolore.

 Ci sono donne che non parlano delle loro ferite. Dicono « Sì, sì è il mio dolore » e chiudono il discorso. Mettono una pietra sopra perché è stato loro insegnato a reprimere, a nascondere. Ci sono altre donne invece che lasciano crescere quel dolore segreto a dismisura, occupando tutta la cella in cui si è imprigionato, come se volessero farlo esplodere. E infine ci sono donne che hanno trovato il coraggio di liberarlo, quel dolore. Sono scese giù negli scantinati bui dell’anima, con una lanterna in mano e le chiavi nell’altra. Hanno respirato quell’odore di muffa e di pietre marce, hanno girato la chiave nella toppa arrugginita e hanno detto con un cenno: «Forza, esci e vattene ». E il dolore se n’è andato, ululando e guardandole per un’ultima volta. È svanito con il suo lezzo di luoghi chiusi. Negli occhi di queste donne c’era la voglia di ritornare forti e positive. Poi hanno desiderato subito l’aria fresca e sono corso fuori con tutta la forza delle loro gambe, saltando i gradini. Libere…

 

Simona Oberhammer


Maria Montessori

Maria Montessori

Maria Montessori (Chiaravalle, 31 agosto 1870 – Noordwijk, 6 maggio 1952) è stata una pedagogista, filosofa, medico, scienziata, educatrice e volontaria italiana, nota per il metodo che prende il suo nome, usato in migliaia di scuole materne, elementari, medie e superiori in tutto il mondo, ed è stata la prima donna a laurearsi in medicina in Italia.

 

Il metodo montessoriano parte dallo studio dei bambini e delle bambine con problemi psichici, espandendosi allo studio dell’educazione per tutti i bambini. La Montessori stessa sosteneva che il metodo applicato su persone subnormali aveva effetti stimolanti anche se applicato all’educazione di bambini normali. Il suo pensiero identifica il bambino come essere completo, capace di sviluppare energie creative e possessore di disposizioni morali (come l’amore), che l’adulto ha ormai compresso dentro di sé rendendole inattive.

 

Il principio fondamentale deve essere la libertà dell’allievo, poiché solo la libertà favorisce la creatività del bambino già presente nella sua natura. Dalla libertà deve emergere la disciplina.

 

 


Ciò che Accade va Bene

Ciò che Accade va Bene

«No, questo non lo voglio» «Perché proprio a me» «Ma com’è successo che è andata così?» «No, no, no, non doveva succedere …» I “no” che vengono gridati spesso sono tanti. Troppi. Il rifiuto degli eventi diventa un rifiuto della vita. Che smette di scorrere libera nel suo flusso e si trasforma in un fiume da arginare, deviare, modificare nel suo corso. Con tanta fatica. O con tanti rimpianti. O con tanta rabbia. «Ma perché è andata così?» «Ma non potevo pensarci e fare diversamente?» Quando ci si accanisce nel cambiare il corso delle cose si rimane attaccate a una storia d’amore anche se c’è la scritta fine. Si prova rabbia perché quella malattia proprio non ci voleva, finendo per odiare il mondo. Si vive attanagliate dai rimorsi perché con quella persona si poteva fare meglio. Si soffoca nel rammarico perché le scelte della vita potevano essere fatte diversamente. «Ma perché l’ho fatto?» «Ma non potevo accorgermene prima?» Non conta l’età. In qualsiasi fase della vita si può vivere nella critica di ciò che ci accade, di ciò che è successo e pensare… è sbagliato, è sbagliato, è sbagliato… Ma è possibile anche partire da un punto di vista diverso: si può per esempio pensare che tutto ciò che succede ha un suo motivo, che se accogliamo gli eventi, anziché graffiarli con le critiche, la vita inizia a seguire il suo flusso. Un flusso di un’energia più grande. Sembra strano, ma nei momenti più difficili e tormentati, quando non ne possiamo più, quando siamo sconfortate, avvilite, impaurite e ci capita di dire: «sia quel che sia…» succede una magia: le cose prendono la loro forma e tracciano di fronte a noi un disegno che spiega tutto. «Ecco perché… » esclamiamo «Questo è il motivo… » diciamo. Se facciamo nostro il concetto che ciò che accade va bene, possiamo fare un passo in più. Questo non significa essere passivi e non fare il possibile affinché le cose migliorino ma significa sintonizzarsi con un senso più grande, con un messaggio nascosto, con una sinfonia che ha in sé una melodia speciale, quella della nostra anima, che sa sempre dove portarci…

Simona Oberhammer

 


Un uomo atrae….

un uomo atrae

L’intelligenza. Tanto più un uomo è acuto, interessante, perspicace e mentalmente dinamico, tanto più attirerà le donne. Per questo i noiosi, gli abitudinari o i prevedibili vengono spesso snobbati!

Senso dell’umorismo. Alla donna piace chi riesce a farla ridere. Non è un luogo comune, ma questo non autorizza gli uomini ad essere ridicoli. A volte basta anche solo trasmettere un sorriso che dia serenità.

Passione. Uomini, non abbiate paura di mostrare e di esternare i vostri sentimenti e di vivere con trasporto le vostre passioni. Prendetevi cura di quello che vi piace, saprete di mostrare di non essere concentrati sempre e solo su voi stessi.

Fiducia. L’uomo che sa essere sicuro di sé, aperto, disponibile e in grado di gestire ogni genere di situazione trasmette un senso di fiducia e di rassicurazione, elementi che le donne sanno sempre apprezzare purché non si sfoci nella sfrontatezza o nell’arroganza.

Generosità. Essere generosi non significa solo spendere denaro per offrire cene, viaggi o altri regali. Significa concedere il vostro tempo alla donna, regalare ascolto e disponibilità. Una prova di dedizione e di cura decisamente importante.


La Gravidanza di Se Stesse

La Gravidanza di Se Stesse

 

Ogni donna ha in sé la capacità di partorire: non solo bambini ma anche idee e progetti creativi. La creatività femminile è come una gestazione: nasce e cresce dentro di sè, prende forma in uno spazio caldo e buio, per poi manifestarsi all’esterno. Ma le donne danno poco spazio a questa gestazione e spesso pensano che i loro figli creativi non saranno sufficientemente forti. Preferiscono abortire certe volte, lasciare che le idee e i progetti non prendano mai una vera forma. Altre volte li lasciano incompleti oppure li abbandonano proprio quando stanno per nascere, colte dalla paura del giudizio degli altri. Ma per le donne le gravidanze creative sono necessarie: perché nutrono l’anima. Una donna che è creativamente sterile perde il contatto con la sua essenza femminile, si prosciuga e si inaridisce. Quando invece nasce la creatività è come se si formasse una nuova vita, capace di portare con sè intensità e vitalità.

 

 Simona Oberhammer 


Le paure che…

le paure che...

Le paure che l’amore risveglia sono infinite. Paura di illudersi. Paura di sbagliare. Paura di non essere all’altezza. Paura di essere traditi. Paura di perderlo o di perderla. Tutte quelle paure che ci si porta dentro fin dall’infanzia, quando si dipendeva in tutto e per tutto dai nostri genitori, e si sarebbe stati disposti a fare qualunque cosa pur di non perdere il loro amore. È da lì che parte tutto. Da quei momenti di fragilità che poi ci accompagnano per il resto della nostra vita. E che tante volte ci determinano, anche se cresciamo, anche se impariamo a sbrigarcela da soli, anche la smettiamo di illuderci che con l’altro potremo un giorno sperimentare di nuovo la gioia della fusione e dell’indeterminatezza. Quell’amore incondizionato che, in fondo, non esiste. Perché non c’è amore senza separazione e senza una qualche distanza di sicurezza.

 Ma se l’amore incondizionato non esiste, perché dovremmo allora lasciarci andare? Perché dovremmo prendere dei rischi? Perché non rinunciare del tutto alla dipendenza affettiva?

 Quando si ama, si è per definizione vulnerabili e dipendenti. Quella vulnerabilità e quella dipendenza che ci portano a sperare di ricevere quei gesti e quegli sguardi di cui abbiamo tanto bisogno, quell’ascolto e quella comprensione che non possiamo esigere né dai nostri colleghi, né dai nostri datori di lavoro, né dai nostri stessi amici. Perché le relazioni sociali, anche quando c’è stima e rispetto reciproco, sono sempre influenzate dai codici di comportamento e dalle convenzioni. Solo nell’intimità dell’amore ci si può togliere la maschera e uscire dai ruoli. E allora certo che si è dipendenti! Certo che si è vulnerabili! Certo che si ha paura!

 Che cosa mi succede se poi anche lui o anche lei mi giudicano male e se ne vanno? Non rischio di ritrovare solamente con un pugno di polvere in mano?

 Quando si ama, si rischia. Sempre. E nessuno potrà mai avere la certezza che l’altro non approfitterà delle nostre fragilità e che, prima o poi, ci rinfaccerà tutto quello che gli abbiamo chiesto, tutto quello che gli abbiamo confessato, tutto quello che gli abbiamo svelato. Eppure è solo quando la si smette di aver paura e ci si fida, che il mondo privato, come scriveva Hannah Arendt, “non è più un inferno”. Ci si toglie la maschera e si smette di recitare. Ci si toglie la maschera e ci limita ad essere come si è. Talvolta insopportabili. Sempre imperfetti. Come tutti d’altronde. Condividendo quella paura che, nel momento in cui viene finalmente accolta e tollerata, finisce poi anche con il sembrarci meno insormontabile.

 

Michela Marzano


Modelli di donna

modelli di donna

Sono passati quasi vent’anni da quando Pamela Anderson incantava gli occhi degli uomini di tutto il mondo  correndo longilinea sulle bianche spiagge della Florida in Baywatch. Per decenni l’ideale costruito e interpretato dalla Anderson di donna esplosiva, coadiuvato nostro malgrado da una lunghissima tradizione di cinema “hard”, ha imperato definendo un modello di donna dal corpo perfetto, dagli addominali di marmo ma dal seno  esplosivo. Una naturale  contrapposizione quasi geologica rispetto al modello di donna imposto già dagli anni 70′, magro, longilineo, quasi elfico.

Questi due poli opposti hanno scatenato, lo sappiamo fin troppo bene, un’altalena emotiva nelle adolescenti e nelle donne di tutto il mondo per diversi decenni: tra diete ferree e palestra, ogni volta che ci guardiamo allo specchio ci sembra di notare nel nostro corpo un nuovo difetto, il seno troppo piccolo o troppo ingombrante, i fianchi troppo larghi, le braccia troppo carnose.

Quante lotte all’ultimo sangue con la bilancia, quanti tira e molla agli aperitivi lottando contro la voglia di addentare quella patatina!

Gli ultimi trent’anni per il genere femminile sono stati  una vera e propria condanna alimentare.

 

 

Noi donne, si sa, siamo ossessionate dai difetti del nostro corpo e non teniamo conto del fatto che un uomo quando ci guarda, i dettagli li ignora: la vista femminile è abituata alla percezione del dettaglio, mentre l’uomo percepisce con più facilità un’immagine nella sua totalità che nei particolari: quante volte il nostro lui ci chiede dove siano quei calzini che invece sono proprio sotto il suo naso? Ciò accade perché l’uomo è geneticamente negato per l’individuazione di dettagli o particolari e quando guarda un’immagine si concentra il più delle volte sull’insieme generale che nelle parti singole.

Allo stesso modo, quando un uomo ci guarda, non sta di certo fissando il rotolino di pancetta che cerchiamo di nascondere sotto il maglioncino, né le zampe di gallina che iniziano a fare capolino all’angolo dell’occhio: lui, beata ingenuità, vede solo una donna che gli piace.

 

 

L’insicurezza è una caratteristica topica della maggior parte delle ragazze di oggi, ciò è dovuto all’insistente e inadeguato bombardamento di ideali di bellezza distorti e assolutamente insalubri al quale siamo state sottoposte per anni.

Ma nell’ultimo periodo, specialmente grazie alle enormi possibilità di confronto offerte dalla rete, una sorprendente realtà è emersa da un’indagine del sito britannico Sofeminine.co.uk: più del 70% delle intervistate tra i 20 e i 55 anni afferma di sentirsi a proprio agio con le proprie curve morbide e naturali e di sentirsi comunque attraente nonostante qualche piccolo difettuccio.

In rete spuntano come funghi forum, gruppi di sostegno e vere e proprie nutrite squadre di uomini che elevano la donna “Natural curvy” a vera, autentica bellezza del terzo millennio.

Sembrano in via d’estinzione gli affezionati delle donne androgine di fine anni 70′, sempre più uomini si proclamano prepotentemente attratti dalla donna dal fisico “generoso” di natura, non artefatta e soprattutto in grado di godersi la vita.

Questo cambio di direzione del maschio medio sta lentamente riportando fiducia nelle adolescenti, cala infatti sensibilmente il numero di ragazze che elevano la magrezza ad unico ideale di bellezza possibile.

C’è però chi polemizza e scaglia il dito accusatore contro le griffe di moda internazionale, che in moltissimi paesi non produrrebbero abiti di taglie oltre la 46, le quali però si difendono affermando di motivare così la volontà nelle giovani di mantenere il buono stato di salute attraverso una condotta alimentare sana.

Ciò che conta però sono i fatti e il dato che ne emerge è che sempre più ragazze e donne in tutto il mondo hanno gettato via le riviste di moda per guardarsi allo specchio con altri occhi, grazie anche al ritorno della moda vintage anni 50′ che vuole la classica pin-up tutta curve, ideale di bellezza femminile sopra ogni altro.

 web


Canta la tua canzone

canta la tua canzone

Le donne troppo lungo sono state abituate a essere come tutti gli altri, a uniformarsi e omologarsi. Ma per incontrare l’anima femminile è importante dare voce alla propria unicità.

 Allora…

 

 Esci dal coro e non vergognarti di cantare la TUA canzone. A qualcuno non piacerà? Che importa. E’ la tua melodia, se non la canti in questa vita quando lo farai?

 Credi nelle tue idee e nei tuoi progetti e mostrali mondo come doni preziosi.

 Vestiti come “ti va” senza sentirti sbagliata se non segui la corrente. Se quello che è di moda ti piace utilizzalo, altrimenti fai come ti pare.

 Coltiva i tuoi interessi appena hai tempo. Non appiattirti nelle domeniche vagabondando dove non hai voglia di essere.

 Scegli con cura le persone amiche. Non sentirti in obbligo di stare con tutti solo perché “diversamente non starebbe bene”.

 Non obbligarti a dire sempre “sì sì” anche se sulla punta della lingua c’è un “no”.

 Ascolta il tuo istinto, anche se tutti attorno a te ti dicono di fare in un altro modo.

 Non avere paura di esprimere le tue idee. Sono diverse dagli altri? Bene. Porterai un punto di vista diverso.

 Inizia prima possibile a far sentire la tua canzone, se non lo fai ogni anno che passa è un’occasione mancata.

 Esci dall’immobilismo. Certe volte le donne vivono anni imbalsamate e si spengono dentro.

 Ridi quando hai voglia di ridere, anche se le persone attorno a te pensano che non sia il momento adatto.

 Non limitarti nella tua voglia di esprimerti solo perché ti potrebbero dire che sei strana. Strano è chi rende i suoi giorni e i suoi anni tutti uguali.

 Chiediti spesso ciò che vuoi davvero e impegnati per inserire nella tua lista delle cose da fare anche i tuoi profondi desideri.

 Ricordati che essere troppo compiacente ti toglie il fiato e rende la tua vita asfissiante.

 Concediti di fare delle cose senza motivo, solo perché le senti provenirti da dentro. Nel tempo scoprirai che hanno come scopo quello che ti avvicina alla tua anima.

 Se sei una donna giovane non aspettare di avere trovato l’amore, fatto figli e sistemato il tuo lavoro prima di dedicarsi a te stessa: vivrai a metà.

 Se sei una donna matura non rimpiangere di non averlo fatto prima: inizia da ora.

 Danza seguendo il tuo istinto, canta seguendo il tuo intuito, pensa seguendo il tuo cuore, vivi seguendo la tua anima…

 

 Simona Oberhammer – La Via Femminile


ci sono donne….

donne

Ci sono donne che non hanno voglia di seguire la corrente. Vogliono andare da un’altra parte. Vogliono andare dove la loro anima le porta. Sono le donne che vanno controcorrente, sono le donne che hanno deciso di seguire la strada del cuore e della passione. Queste donne dipingono il corpo con i toni della loro creatività, disegnano la mente con i colori della loro fantasia, sfiorano l’anima con il profumo della loro essenza. Sono le donne che viaggiano con le vele dei loro sogni, navigano con la bussola dei loro ideali, scivolano sulle onde della loro interiorità. Non tutti comprendono questo loro andare controcorrente, ma non importa, loro ci vanno lo stesso perché è proprio quella direzione che da un senso alla loro vita …e fa parlare la loro anima…

 

“ la forza delle donne”


Donna non smettere di sognare

sognare

In qualsiasi momento della tua vita, facile o difficile, ricorda sempre che: i tuoi sogni devono avere uno spazio importante dentro di te. Non conta l’età, non contano i fallimenti: sognare nutre il tuo animo e lo mantiene vivo in ogni momento.  i tuoi sogni sono solo i tuoi. Non devono adeguarsi a quelli di qualcun altro, non devono piacere alle persone intorno a te. Sono solo i tuoi e devi proteggerli come un bene prezioso. non dare dei limiti ai tuoi sogni: lascia che la tua mente e la tua fantasia seguano la tua passione, i tuoi desideri più nascosti, il tuo sentire profondo. Non dire a te stessa “No, questo per me è troppo”. Non sostare nei confini limitati dei “non posso”. E’ nel fluire libero di te stessa che l’impossibile si può avverare. se incontri qualcuno che segue i suoi sogni, sostienilo e lascia che quella voglia di sognare nutra anche la tua se ti sembra di non aver più niente da sognare, siediti e prendi il tuo cuore tra le mani, poi lascia che ti parli e risvegli la tua voglia di sognare: ti racconterà dei tuoi desideri, della tua voglia di esprimerti, degli spazi che ti appartengono e che la tua anima chiede di recuperare. Ascoltalo e i tuoi sogni torneranno a popolare la tua vita non essere troppo razionale quando sogni, non chiederti solo “come farò?” ma lascia anche che l’universo ti aiuti perché ha ascoltato le parole della tua anima…

 

Simona Oberhammer


Ali di farfalla : sono diversa e mi sento sbagliata

ALI DI fARFALLA

 

Ci sono donne che si sentono profondamente diverse.

 Diverse perché i loro desideri non sono quelli di tutte le altre.

 Diverse perché non si esprimono come tutte le altre.

 Diverse perché vorrebbero andare in posti diversi da tutte le altre.

 Diverse perché non pensano e non sentono come tutte le altre.

 

 Queste donne si sentono così diverse da pensare di essere sbagliate. “Cos’ho che non va ?” si chiedono qualche volta con le lacrime agli occhi. “Perché sento queste cose?” si domandano sbigottite. Vorrebbero trasformarsi in quello che non sono. Ma non succede. Perché c’è una voce dentro di loro che parla e dice ” Vai da un’altra parte”, “Segui un’altra strada”.

 

 E’ la voce delle ali di farfalla. Sono ali che spesso le donne non sanno di avere. Perché non le vedono. Sono dietro di loro. Sono proprio quelle ali a renderle diverse: speciali. Sono quelle ali che le spingono a volare nessuno vola. A cercare dove nessuno cerca. A sperare dove nessuno spera. A cantare dove nessuno canta. Ad amare dove nessuno ama.

 

 Sono ali grandi e maestose, dei colori della notte e del giorno. Sono cariche di promesse quelle ali. Basta muoversi verso la direzione in cui ti spingono, per iniziare a volare verso spazi misteriosi, ricchi di promesse tutte da scoprire….

Simona Oberhammer