Sogna ma non dormire !

Ultima

Gli Angeli di Loreto

Si racconta che più di settecento anni fa un’immensa luce squarcio la buia notte, al sorgere del sole il mistero fu svelato una casetta tenuta sospesa da bellissimi Angeli, volava nell’aria fino a posarsi sul colle sottostante.

Le persone che si recarono sul luogo videro la casa di Nazareth, quella che Gesù aveva abitato per trent’anni, avvolta da un inteso profumo e un canto melodioso.

Nel 1900 dagli archivi vaticani scaturì che una Nobile donna bizantina di nome Margherita Angeli incaricò nel XIII secolo di salvare i materiali della Santa Casa dalle insidie musulmane per ricostruire a Loreto l’edificio originale, la fece trasportare a Loreto, dove possedeva boschi e terreni.

Importanti ricerche archeologiche furono svolte sia a Loreto sia a Nazareth per capire se quest’edificio era realmente ciò che si pensava.

 A  testimonianza dell’originalità del manufatto sono: i graffiti nelle pietre molto simili a quelli rinvenuti nella Terra Santa e più precisamente a Nazareth; pollini di provenienza palestinese; cinque piccole croci di stoffa rossa rinvenute in una cavità sotto “la Finestra dell’Angelo” tipica dei cavalieri crociati che forse si occuparono del trasporto.

Franca Novello ©

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La statistica.

Sai ched’è la statistica? È na’ cosa

che serve pe fà un conto in generale

de la gente che nasce, che sta male,

che more, che va in carcere e che spósa. 

Ma pè me la statistica curiosa

è dove c’entra la percentuale,

pè via che, lì, la media è sempre eguale

puro co’ la persona bisognosa. 

Me spiego: da li conti che se fanno

seconno le statistiche d’adesso

risurta che te tocca un pollo all’anno: 

e, se nun entra nelle spese tue,

t’entra ne la statistica lo stesso

perch’è c’è un antro che ne magna due.

Trilussa

Interroga …

Interroga i tuoi pensieri e cambia il mondo.

Byron Katie

Aria Nuova.

Oggi si respira un’aria nuova

Un alito di vento

Fa danzare le rosate fronde

Tra i filari grappoli dorati

Brillano al sole.

Nuvole grigie velano

L’azzurro cielo

Uno stormo di uccelli

Passa veloce

E si dilegua all’orizzonte

Come il tempo trascorso.

Muti sono ora i cortili

E i passi sono veloci.

Canta la cicala

Il suo ultimo stornello

Franca Novello©

 

S. Maria del Popolo… La leggenda.

A Roma di fronte alle chiese gemelle a piazza del popolo è situata S. Maria del Popolo.

Sul nome di questa chiesa corre una leggenda.

Si narra che alla morte dell’imperatore Nerone la salma fu deposta al centro della piazza e in memoria fu piantato un albero di noce… attirati dalle spoglie di Nerone demoni e spiriti, infestarono la zona intimorendo i romani residenti.

In preda alla disperazione il popolo si rivolse al Pontefice Pasquale II che sancì tre giorni di digiuno e si ritirò in preghiera, mentre stava in orazione, gli apparve la Vergine Maria che gli suggerì di abbattere il noce disseppellire Nerone bruciare il suo corpo e disperdere le ceneri nel Tevere.

Dopo i tre giorni di digiuno il Pontefice mese in atto quanto suggerito dalla Vergine Maria, la pace torno e la popolazione per ringraziamento fece costruire una cappella la dove prima si ergeva l’albero.

Nel 1472 Papa Sisto V la sostituì con l’attuale chiesa, egli impose il nome S. Maria del popolo in memoria della volontà popolare.

Franca Novello©

Fotografia di Richard Calmes… Angel Decending…

Il National Museum of Dance di Saratoga Springs, New York, ha selezionato Dance Magic:

la fotografia di Richard Calmes da aprile 2014 ad aprile 2015.

 

Immagine

Chimere

La forza della fragilità.

Accettare le proprie fragilità è un atto di forza, non di debolezza. Certe volte le donne fanno di tutto per essere senza un difetto. Si impegnano   anzi certe volte si accaniscono  per eliminare ogni imperfezione: non si sentono sufficientemente belle, simpatiche, amorevoli, forti, coraggiose, intelligenti, interessanti, audaci, tenaci….

Avere delle fragilità per tante donne non va bene. Come se fosse sbagliato.

Ma non è così.

 Nelle fragilità c’è la nostra unicità e la nostra forza: i nostri difetti ci fanno sentire vere e vive, donne di corpo e carne, non bambole di plastica.

 Le nostre fragilità ci rendono umane, ci fanno ridere e piangere, ci fanno cadere e rialzare. Portano la vita dentro di noi. Non quella sterile e asettica ma quella nutriente e creativa.

 Se entriamo in contatto intimo e aperto con le nostre fragilità sentiamo le emozioni con la pancia, e non con la testa. Amiamo con comprensione, siamo disponibili a capire le difficoltà degli altri, accogliamo i nostri difetti come una parte preziosa di noi: siamo donne “con il cuore”.

 Accogliere le nostre fragilità ci fa sorridere anche quando tutto sembra andare storto, ci fa fare una risata quando il taglio di capelli è venuto male, ci fa sentire affascinanti anche se non siamo truccate e pettinate.

 Quando accettiamo le nostre fragilità impariamo che non dobbiamo essere perfette per andare bene. Che i nostri difetti fanno parte della nostra unicità e si amalgamo ai nostri pregi, in un insieme ben riuscito. Senza non saremmo noi: donne uniche e vere.

Una donna forte si riconosce da come sa affrontare le sue debolezze.

Sapersi sentire “tranquillamente fragili” mette luce negli occhi, ardore nel sorriso, passione nel fare, amore nel cuore.

Si, la fragilità è una forza.

Simona Oberhammer

L’isola Tiberina… la leggenda.

Circola a Roma una antica leggenda sull’isola Tiberina.

Si narra che intorno 510 a.C. i romani per agevolare il transito del Tevere

 gettarono nel fiume pietre e covoni creando l’isola.

Due secoli dopo una terribile epidemia colpi Roma si decise che una galea  

avrebbe raggiunto Epidauro, in Grecia per implorare il dio della medicina Esculapio.

Giunti alla meta un serpente uscì dal tempio della divinità e si nascose dentro la galea, tornati a Roma il serpente balzò sull’isola e vi si stabili.

I romani intesero questo gesto come  volontà divina.

Per questo l’isola fu  consacrata all’arte della medicina.

Fatalità!!! Ancora oggi sull’isola Tiberina esiste il noto ospedale dei Fatebenefratelli

Curioso … se guardiamo l’isola da ponte Garibaldi a le sembianze di una galea

 Franca Novello ©

Settembre

Settembre

ancora sbocciano i fiori

nel mio giardino

cullati dal

vento.

Franca Novello©

Auguro a tutti un sereno settembre.

Un caro saluto Franca

Il faro

L’animo un oceano profondo

mentre  navigo

in mari sconosciuti

confusa inseguo

vane chimere

forse nostalgie.

Una scia luminosa

illumina la rotta

non l’avevo persa

 era immersa nella notte.

Franca Novello©

Cadere e… rialzarsi

A tutte le donne capita di cadere. Di fare un passo sbagliato, un errore, di non considerare nel modo giusto i fatti, di non prendere bene le misure. Ci si trova a terra, forse anche ammaccate: una sbucciatura, un livido, una ferita che sanguina, gli occhi pieni di lacrime..

E poi?

E poi inizia la differenza: c’è chi si rialza e c’è chi rimane a terra.

Ci sono donne che dopo essere cadute impiegano la maggior parte del tempo a lamentarsi di ciò che è accaduto: “Perché proprio a me?” e nel frattempo non vedono le possibili soluzioni. Oppure passano il tempo a guardarsi i lividi e le sbucciature e vivono nella paura che possa succedere di nuovo. O ancora si sentono le più sfortunate: “Tutte a me devono capitare?”.

E poi ci sono donne che una volta cadute, dopo essersi leccate le ferite, si chiedono: “Cosa posso fare ora? C’è qualcosa che posso imparare da questa situazione?” e fanno di quella caduta una lezione di vita, per crescere, per trovare nuove occasioni.

E spesso si rendono conto che di fronte ai loro occhi si aprono nuove strade. Prima non le avevano viste ma la caduta ha fatto loro cambiare prospettiva…e si schiudono nuove possibilità…

A tutte capita di cadere. La differenza è in come ci rialziamo.

Simona Oberhammer

Buongiorno

Scatto di Zivago

Buongiorno…

 lo saluta

con grande affetto

Melodia il suono

 che arriva al suo orecchio

  pulsa il cuore …

 lei è il suo universo.

Franca Novello©

9 anni insieme.

Mi piace condividere con voi il compleanno del mio cucciolone.

ps. scusate se sono poco presente sui vostri Blog ma in questo periodo casa mia è peggio di uno snodo ferroviario .

Auguro a tutti voi un sereno ferragosto. 

Un caro saluto Franca.

Un giorno di agosto.

Il cielo è limpido

Il mare pigro ondeggia

All’orizzonte

La linea blu del mare

si unisce all’azzurro cielo

con le ali spiegate

i gabbiani giocano con l’aria

il fondale una sabbia bianca

rende le acque cristalline

branchi di pesci

come ombre si dileguano veloci.

Sul far della sera

Il cielo si colora di

Rosso nelle sue varie sfumature

Una leggera brezza

Sfiora i nostri corpi

Cade una stella

si disperde nella notte.

 

Franca Novello©

Domani

Scatto di Susanna Bi.

Non rullano

silenziosi in fila indiana

 sostano lungo il molo

solcheranno domani

il mare e sarà di nuovo

rullio e volteggi di gabbiani.

Franca Novello©

Immagine

Luminosa compagnia.

Ferdinando Scianna 1987 ….

 

Buon Agosto 

Mare ( Acrostico )

Meraviglioso spettacolo

Ammantato di mistero

Racchiude tesori inestimabili

Estroso e amabile principio

Franca Novello©

Amico

Scatto di Simona Scola

Amico mio

sempre attento

ai miei gesti

non servono

le parole

tu sai più di tutti

i miei umori

tu mi abbracci

con le tue zampe

mi guardi con

i tuoi languidi occhi

un biscotto

vola la tua coda

ed è felicità.

Franca Novello©

Galleria

L’evento era da immortalare … io ho provato!!!

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Soffio

Respira il mio spirito

in questa perla

incastonata nell’oceano

volano

 i mie ragazzi

 sulle loro

colorate tavole.

Franca Novello©

 

 

“All’ombra”

Mentre me leggo er solito giornale

spaparacchiato all’ombra d’un pajar

o vedo un porco e je dico: – Addio, majale! –

vedo un ciuccio e je dico: – Addio, somaro! –

Forse ‘ste bestie nun me capiranno,

ma provo armeno la soddisfazzione

de potè di’ le cose come stanno

senza paura de finì in priggione.

Trilussa

Al finir del giorno.

Pennellate

di colori come tavolozza

il cielo al

finir del

Giorno.

Franca Novello©

Immagine

Robert Doisneau. 1959

Viaggiare

 Lieve solca l’onda

Mentre la costa

Diviene sempre più piccola

Poi scompare

Davanti a me si gonfiano

Le bianche vele

Un stuolo di gabbiani

Incorniciano il natante

Un gruppo di delfini

Si fa accanto

La distesa azzurra

I giochi di luce

Lontana dai rumori

Mi fa sentire

Cittadina di questo mondo.

Franca Novello©

Orizzonti

Brilla l’azzurro mare

Sotto questo sole abbagliante

Dai pini un concerto di cicale

Rompono il silenzio

Scendo lentamente

Lungo il sentiero sasso

I ciottoli discendendo

Diventano sempre più piccoli

Infine sabbia

Bianca in contrasto

Con il tuo corpo bronzeo

I tuoi occhi rivolti verso l’orizzonte

I miei verso te

Che sei il mio orizzonte.

Franca Novello©

 

Quando parlano le emozioni.

Nessuna costrizione mentale, nessun obbligo razionale.

Solo emozioni, sensazioni, percezioni di pelle, informazioni annusate, realtà udite oltre la barriera della mente, nella pancia, nel sangue, nel respiro.

Questo è il pensiero di pancia, tipico del femminile, opposta al pensiero di testa, tipico del maschile.

Un pensiero che fa la sua conoscenza del mondo attraverso il tatto, l’olfatto, l’istinto, l’intuito, la preveggenza, la senso rialita…

Ogni donna, quando lo fa suo, si immerge in se stessa e nella sua essenza femminile…

Simona Oberhammer

 

 

Luglio ( acrostico)

Lontano è il grigiore dei giorni

Un incandescente sole illumina i

Gerani rossi che scendono   

Lungo i muri  delle case

I ragazzi sul muretto parlottano

Ora liberi come l’aria … progettano vacanze da sogno.

Franca Novello©

 

 

“La politica”

 

Ner modo de pensà c’è un gran divario:

mi’ padre è democratico cristiano,

e, siccome è impiegato ar Vaticano,

tutte le sere recita er rosario;

 

de tre fratelli, Giggi ch’è er più anziano

è socialista rivoluzzionario;

io invece so’ monarchico, ar contrario

de Ludovico ch’è repubblicano.

 

Prima de cena liticamo spesso

pè via de ’sti princìpi benedetti:

chi vo’ qua, chi vo’ là… Pare un congresso!

 

Famo l’ira de Dio! Ma appena mamma

ce dice che so’ cotti li spaghetti

semo tutti d’accordo ner programma.

 

Trilussa

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